In questo periodo di emergenza sanitaria causata dalla pandemia da CoVid – 19, le scuole di ogni ordine e grado sono ormai chiuse da tempo. In questa difficile situazione, i bambini e le loro famiglie possono provare una sorta di smarrimento e confusione. A causa dell’emergenza in atto, infatti, molte delle routine che caratterizzavano la vita quotidiana dei bambini e che la rendevano prevedibile e rassicurante sono state spazzate via.

L’interruzione della scuola, la sospensione a tempo indeterminato delle attività ricreative e sportive, lo sconvolgimento delle abitudini di tutti i giorni, come per esempio l’essere impossibilitati a far visita ai nonni e agli amichetti ha inevitabilmente avuto un effetto negativo sui più piccoli. Basandoci sulle nostre competenze, sulla nostra esperienza e sul confronto con i docenti con i quali restiamo in contatto, abbiamo individuato alcuni suggerimenti che, pur non risolutivi delle molteplici difficoltà in cui la scuola si sta dibattendo in questo periodo, intendono, però, fornire qualche utile indicazione per fronteggiare la situazione attuale.

Molti docenti ci hanno riferito di aver provato un senso di smarrimento nel non aver da subito ricevuto indicazioni precise riguardanti la modalità e gli strumenti da utilizzare mentre essi stessi si stavano impegnando in prima linea per imparare un nuovo modo di fare scuola. La prima difficoltà riscontrata riguardava proprio il mezzo di comunicazione adeguato, la piattaforma da utilizzare e il modo in cui usarla. E’ stato estremamente utile per gli insegnanti ritrovarsi, parlare con i colleghi e le colleghe di classe e di disciplina, per confrontarsi sui contenuti, sulle modalità di trasmissione e sui materiali da utilizzare. Alla scuola primaria l’interazione con il docente è fondamentale e in questo periodo necessita di ristrutturazione.

Nonostante il medium tecnologico venga spesso percepito come uno scudo o uno schermo tra le persone, in questo momento d’emergenza è l’unico con cui l’insegnante può incontrare l’alunno: è la scuola che “va” a casa dei piccoli studenti. L’interazione può essere mantenuta attraverso il mezzo visivo: alcuni maestri hanno espresso comprensibile ritrosia nel farsi vedere in video, ma bisogna tener presente che per i bambini è fondamentale che almeno questo punto di riferimento della loro quotidianità continui ad essere presente. Inoltre, è importantissimo che il timbro e il tono della voce, nonché le parole utilizzate siano gli stessi di quelle utilizzate in classe, perché seppur a distanza, si tratta sempre della stessa classe. Il tono confidenziale rassicura il bambino e favorisce la percezione della presenza della scuola e conseguentemente, dei doveri che essa comporta.

Per quanto riguarda le videolezioni, suggeriamo che assumano la connotazione di un tutorial, di una microspiegazione di massimo 15 minuti. La didattica a distanza necessita di riadattamenti in termini di tempo e di rimodulazione dei contenuti. A tal proposito, ogni argomento che doveva essere spiegato in classe, sarebbe opportuno che fosse suddiviso in micro argomenti, in modo da poterlo mostrare brevemente in video, inoltre, sarebbe opportuno che alla spiegazione seguissero svariati esempi. La brevità delle microlezioni potrebbe aiutare sia il lavoro del docente nella preparazione delle spiegazioni, sia permettere ai piccoli alunni di seguirle più agevolmente. I bambini, infatti, sono obbligati a seguire le lezioni da casa, che è un ambiente molto più distraente di quello della classe, quindi una lezione più breve potrebbe facilitarli nel mantenere l’attenzione.

Sappiamo anche che molti docenti hanno optato per tutorial presenti su altre piattaforme, tuttavia riteniamo che questi non possano mai andare a sostituire la spiegazione del proprio maestro per un bambino. Sicuramente molti insegnanti hanno diversi impegni familiari e lavorativi a cui far fronte durante questi giorni, pertanto suggeriamo di stabilire in anticipo un giorno e un orario consono in cui diffondere la videolezione. Questa operazione ha anche l’obiettivo di ricreare la routine, di cui i bambini hanno bisogno. Alla fine di ogni microlezione, sarebbe utile affiancare delle domande o dei piccoli esercizi ai fini di un’autovalutazione o per monitorare la comprensione dell’argomento da parte degli alunni. Le domande dettate o che possono essere ricopiate potrebbero facilitare le famiglie perché non c’è bisogno di stampare nessun documento, né di scannerizzarne -ricordiamo che molte famiglie non dispongono di dispositivi di stampa o scanning – oppure suggeriamo di realizzare delle piccole schede su formato editabile, ossia su documenti che è possibile modificare direttamente dal PC; sicuramente le famiglie seguiranno i piccoli nell’uso dei dispositivi, però, dopo la compilazione online sarà possibile inviare direttamente quanto completato.

Rispetto agli alunni che dispongono di un Piano Didattico Personalizzato, invece, bisogna tenere presenti gli accorgimenti da utilizzare per la strutturazione della verifica, quindi, per evitare di fare più copie di una stessa scheda, potrebbe essere vantaggioso farne una che venga incontro alle necessità di tutti. Per i casi di bambini con una disabilità, invece, consigliamo agli insegnanti di sostegno di interfacciarsi con gli insegnanti curriculari e di modificare i materiali in base alle difficoltà del bambino specifico. Come detto più sopra, si tratta di piccoli suggerimenti scaturiti dal continuo confronto con gli insegnanti della primaria, che a fronte di mille difficoltà si trovano in prima linea per dare continuità alla didattica anche in un periodo come questo.

Dott.ssa Paola Fusco
Dott.ssa Barbara Calcinai
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