L’imitazione ha una lunga storia in ambito psicologico ed è considerata un meccanismo di sviluppo di fondamentale importanza per spiegare il modo in cui, come esseri umani, apprendiamo e come funzionano i processi di acculturamento. E’ quella caratteristica che ci  permette fin da piccoli di imparare anche soltanto attraverso l’osservazione delle azioni di qualcun altro, come ad esempio, osservando i nostri genitori, i nonni gli insegnanti e tante altre figure di riferimento. Si tratta del mezzo più efficace che abbiamo per imparare rapidamente regole, comportamenti, riti e costumi sociali.

Si tratta del mezzo più efficace che abbiamo per imparare rapidamente regole, comportamenti, riti e costumi sociali.

Una sua caratteristica importante è di essere una riproduzione fedele di tutto il comportamento del modello, cioè non soltanto dello scopo che si vuole raggiungere, ma anche di tutte le azioni necessarie per raggiungere tale scopo. In alcuni casi, però, i ricercatori hanno scoperto che i bambini di 4-5 anni di età, buoni imitatori fin dalla nascita, facciano una sorta di super imitazione, cioè che imitino le azioni di un modello o di un coetaneo anche quando esse non sono effettivamente necessarie per il raggiungimento dello scopo. Facciamo un esempio: se io mostro a un bambino di 4 – 5 anni come si apre una scatola trasparente (con un meccanismo di apertura/chiusura complesso) che contiene un giocattolo che il bambino desidera, ci si aspetta ragionevolmente che il bambino imiti tutte quelle azioni che sono effettivamente necessarie ad aprire la scatola ed estrarre il giocattolo e non gesti evidentemente inutili al raggiungimento dello scopo, come per esempio picchettare con un bastoncino sul coperchio della scatola. Tuttavia, i ricercatori, che hanno condotto esperimenti simili all’esempio sopra riportato, hanno scoperto che ciò non avviene e hanno chiamato questo fenomeno Over-Imitation, che in italiano si può tradurre con super imitazione.

Ma perché i bambini in età prescolare si comportano in un modo che a prima vista sembra poco intelligente?

L’ipotesi più accreditata al momento per spiegare il bizzarro fenomeno della super imitazione è quella detta della normatività , secondo la quale i bambini in età prescolare super – imitano, cioè imitano anche azioni irrilevanti ai fini dello scopo da raggiungere, perché pensano che anch’esse facciano parte delle regole essenziali da riprodurre, come, cioè, se le azioni osservate fossero una sorta di gioco convenzionale, alla stregua del calcio, della palla avvelenata e di altri giochi strutturati.

Ogni singola azione prodotta dal modello deve essere fedelmente imitata agli occhi del bambino, anche se sa benissimo che  non ha alcuna utilità ai fini del raggiungimento dell’obiettivo, perché bisogna seguire quelle che vengono percepite come “le regole del gioco”. Secondo Tomasello (2019), super imitare per i bambini esprime anche il bisogno di conformità nei confronti dell’adulto che funge da modello, infatti fin da piccoli essi sono motivati a farlo, più di quanto non lo siano nei confronti dei coetanei. Questo avviene perché sono gli adulti che insegnano solitamente ai bambini le regole di comportamento (quello che è corretto fare o non fare in certe situazioni ecc.) che gli permettono di entrare a far parte del gruppo di riferimento.

La super imitazione, quindi, non è un bizzarro comportamento poco intelligente, ma un potente meccanismo di sviluppo che permette ai bambini di assimilare regole e convenzioni in un periodo di poco precedente al loro inserimento nel mondo dell’istruzione formale

Dr.ssa Linda Savelli

RIFERIMENTO BIBLIOGRAFICO:

Tomasello, M. (2019), Diventare Umani. Milano: Raffaello Cortina Editore.