L’assenza di un padre nella vita di un figlio provoca una grave mancanza. Si parla, infatti,  di un  vuoto psicologico determinato da una figura che non è riuscita ad esercitare il proprio ruolo e che può lasciare nel figlio numerose ferite.

Luigi Cancrini, parla di °infanzie infelici”, riferendosi a quelle infanzie di bambini in cui sono mancate le cure adeguate, le presenze , costituite da assenze importanti. Ferite gravose che se non affrontate possono causare comportamenti disturbati.

Si tratta di quei bambini che manifestano dolore  e  sofferenza attraverso i loro comportamenti.

È il caso  per esempio di un padre presente fisicamente ma assente emotivamente, incapace di dimostrare i propri  sentimenti , oppure assente emotivamente e fisicamente, come nel caso di trasferimenti, rotture, importanti separazioni. 

Il bambino fin dalla nascita, necessita  di stimoli per crescere,  ha bisogno di continui rinforzi e di instaurare  dei buoni modelli  di attaccamento.

Il bambino si aspetta affetto ; comunica e interagisce per affrontare  il  mondo attraverso le proprie figure di attaccamento.

Ognuno di noi  ha bisogno di protezione, amore, salute, cibo ed educazione e tutti questi bisogni vengono soddisfatti soprattutto con l’amore che, rinforza mediante stimoli positivi, la crescita sana della personalità.

Un padre assente genera incongruenze, vuoti e difficoltà nel comportamento.

Un rapporto  vuoto e schivo determina ansia nei bambini che sviluppano aspettative che non si compiono. Sanno che i padri dei loro amici agiscono in modo diverso dal proprio e tornando a casa ogni volta provano un gran senso di frustrazione per il confronto che sono abituati a fare è facile che in età adolescenziale, emerga un senso di inadeguatezza rispetto alla capacità di instaurare legami relazionali con l’altro sesso. 

Come se la sensazione dell’abbandono fosse sempre presente e condizionasse le nostre scelte. Spesso, infatti, il senso di trascuratezza vissuto durante l’età evoluiva, a causa dell’assenza del padre, suscita un profondo disagio legato alla paura di non essere amati, al senso di abbandono. Anche da adulti si avverte in maniera ancora nitida, il dolore legato alle ferite emotive subite.

Saranno adulti condizionati dalla paura di rimanere soli che hanno idea di non valere abbastanza e di non meritarsi affetto.  

Nel timore di tutto questo, si aggrapperanno in modo “malato” al partner, mantenendo relazioni che non sono né buone né significative

Potranno sviluppare una dipendenza affettiva.

La dipendenza affettiva ha origini molto lontane e spesso si instaura quando l’individuo fin da piccolo, per ottenere considerazione ed attenzione da parte dei genitori, è stato costretto arinunciare ad una parte di sé e dei propri bisogni. Spesso si tratta di genitori problematici, a loro volta dipendenti anche da sostanze (alcolisti, tossicodipendenti ecc) e di un bambino adultizzato che ha dovuto prendersi cura di loro ed  il tipo di attaccamento che ha sviluppato il dipendente affettivo è di tipo insicuro /ambivalente.  

I genitori non sono stati vissuti come base sicura per esplorare l’ambiente.

La lontananza dalla figura di attaccamento ha causato quindi fin da piccolo, angoscia e paura dell’abbandono : il dipendente affettivo teme la separazione.

E da adulto che tipo di relazioni instaura? Delle relazioni non libere e non autentiche e la paura della solitudine è molto forte e condiziona l’andamento del rapporto.

C’è un fattore su cui gli psicologi concordano che facilita e protegge la crescita di quei bambini che hanno avuto infanzie infelici: la resilenza

È la capacità di fronteggiare le esperienze favorevoli, sia nel resistere all’impatto traumatico sia nell’affrontarne le conseguenze.

Come possiamo andare oltre le mancanze e tentare di trovare del positivo in quello che ci è capitato? Ognuno di noi possiede le risorse per poter fronteggiare da solo e/ o con l’aiuto degli altri le situazioni più’ svantaggiose e ritrovare in esse quegli  elementi positivi essenziali ad un’ ulteriore crescita emotiva, sviluppando così una piena consapevolezza di sé.  Con il tempo sarà possibile anche comprendere e forse perdonare, attraverso una nuova narrazione, una costruzione nuova delle proprie esperienze di vita

Chi possono essere i padri assenti?.

  • Padri , a loro volta figli di genitori assenti e/o maltrattanti
  • Padri che non hanno sviluppato le opportune risorse per fronteggiare le responsabilità della vita adulta
  • Padri che non hanno capito, per mancanza di opportuni esempi cosa significasse rivestire quel ruolo.

Non è mai troppo tardi per recuperare un minimo di rapporto con i vostri genitori. Le motivazioni della mancanza potrebbero essere molteplici ed anche quelle di vostro padre.

Il punto di svolta per lenire la vostra ferita parte proprio da qua, da una nuova consapevolezza.

Ora siete grandi, anche se mantenete il ruolo di figlio, probabilmente siete genitori a vostra volta e avete compreso quant’è difficile essere padri/madri.

Un giorno tornerete a casa.

Nel tempo magari sarà possibile ricreare un rapporto sereno .

Dott.ssa Barbara Calcinai