L’ADHD consiste viene definito un disturbo dello sviluppo neuro psichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato da iperattività, impulsività e difficoltà di concentrazione che si manifesta generalmente prima dei 12 anni d’età.

Secondo il DSM, l’ADHD è “una condizione/stato persistente di disattenzione e/o iperattività e impulsività più frequente e grave di quanto tipicamente si osservi in bambini di pari livello di sviluppo”. I sintomi legati all’irrequietezza motoria e cognitiva possono causare uno stato di disagio e difficoltà superiore a quello tipicamente sperimentato di bambini della stessa età e livello di sviluppo.

I sintomi chiave di questa condizione sono, appunto, la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività, devono essere presenti da almeno 6 mesi e comparire prima dei dodici anni di età per una diagnosi.

I bambini con ADHD:

  • Sperimentano difficoltà a completare attività che richiedano alti livelli di concentrazione;
  • Possono apparire distratti (“con la testa tra le nuvole”);
  • Appaiono irrequieti;
  • Possono apparire logorroici e non riuscire a rispettare il proprio turno di parola o ascoltare tutta la domanda posta dall’interlocutore;
  • Hanno difficoltà ad aspettare il proprio turno in coda o in un gruppo di lavoro;
  • possono manifestare difficoltà di apprendimento a causa dell’elevata distraibilità.

L’ADHD è una condizione che coinvolge numerose famiglie in Italia e nel mondo. Secondo il DSM-5-TR, la prevalenza dell’ADHD nei bambini in età scolare si aggira tra il 5% e il 7% (American Psychiatric Association, trad. it 2023), con una percentuale significativa di casi che richiedono un adattamento delle dinamiche domestiche oltreché scolastiche.

Creare un ambiente domestico strutturato e prevedibile può, quindi, fare una grande differenza nella gestione del bambino con ADHD a casa. Le linee guida internazionali, come quelle del National Institute for Health and Care Excellence (NICE, 2018), raccomandano l’adozione di routine chiare e strumenti visivi per favorire l’autonomia e la tranquillità di questi bambini.

Di seguito alcune strategie pratiche che possono risultare utili in ambito domestico:

  1. Routine quotidiana: Stabilire orari fissi e condivisi per le attività principali (pasti, compiti, gioco, sonno) aiuta il bambino a sapere cosa aspettarsi e riduce l’ansia legata all’imprevedibilità.
  2. Planner visivi: Utilizzare calendari colorati, lavagne magnetiche o checklist illustrate per segnare le attività della giornata. Questi strumenti rendono più semplice seguire la sequenza delle azioni e favoriscono la partecipazione attiva del bambino.
  3. Token economy: Introdurre un sistema di premi visivi, come gettoni o adesivi, per rinforzare i comportamenti positivi. Ad esempio, ogni volta che il bambino completa un compito, può ricevere un gettone da scambiare con una piccola ricompensa concordata.
  4. Spazi organizzati: Suddividere la casa in aree funzionali (studio, gioco, relax) e mantenere ogni spazio ordinato e facilmente accessibile: questo aiuta a ridurre le distrazioni e a facilitare il passaggio da un’attività all’altra.
  5. Scomporre i Compiti in Parti Gestibili: suddividere i compiti in piccoli segmenti di attività con pause frequenti ma brevi, per mantenere alta la concentrazione.
  6. Obiettivi a Breve Termine: Stabilire piccoli obiettivi raggiungibili e ricompensare i progressi fatti.
  7. Tecniche di Motivazione Positiva:
  8. Incoraggiamento e Lodi: fornire feedback positivo e lodi per i successi, anche piccoli, per aumentare la motivazione.
  9. Sistema di Ricompense: Creare un sistema di ricompense per completare i compiti, come punti che possono essere scambiati per privilegi o piccoli premi.
  10. Coinvolgere la Scuola e i Tutor: lavorare in collaborazione con tutte le persone che interagiscono con il bambino è fondamentale per creare un ambiente di supporto e sviluppo efficace.
  11. Offrire pause frequenti ma brevi
  12. Usare il movimento: aggiungere attività fisiche o pause attive durante il giorno, come un breve esercizio o giochi all’aperto per aiutare a canalizzare l’energia in modo positivo
  13. Creare un ambiente tranquillo e sereno
  1. Non pretendere che il bambino stia fermo.
    1. Non alzare la voce.
    1. Non interpretare il suo comportamento come una provocazione. 
    1. Non sottolineate il suo comportamento negativo davanti agli altri.
    1. Chiedere un supporto professionale quando se ne sente la necessità.

La comunicazione all’interno della famiglia gioca un ruolo centrale nella gestione dell’ADHD a casa; parlare apertamente delle difficoltà e delle emozioni legate al disturbo può aiutare a creare un clima di comprensione e supporto reciproco.

Ulteriori suggerimenti possono essere:

  • Utilizzare un linguaggio semplice e diretto: Spiegare al bambino cosa sta succedendo, senza giudizio, può aiutare a ridurre il senso di colpa e a promuovere l’autostima.
  • Dare feedback immediati e specifici: Quando si nota un comportamento positivo, è importante riconoscerlo subito, spiegando esattamente cosa è stato apprezzato. Questo può rafforzare la motivazione e la consapevolezza.
  • Favorire l’ascolto attivo: Dedicare momenti in cui ogni membro della famiglia può esprimere come si sente, senza interruzioni, può favorire la comprensione reciproca e la coesione.
  • Coinvolgere tutti i membri della famiglia: Anche i fratelli e le sorelle possono essere coinvolti nella gestione dell’ADHD, imparando a riconoscere i segnali di disagio e a collaborare nella creazione di un ambiente sereno.

Quale trattamento adottare?

Il trattamento dell’ADHD può essere sia farmacologico che psicologico, talvolta nei casi che necessitano di maggiore sostegno, l’approccio combinato sembra essere il più efficace. La psicoterapia cognitivo comportamentale (CBT) e la neuro psicoterapia, permettono di sviluppare importanti abilità attraverso l’utilizzo di tecniche cognitive; infatti, i pazienti attraverso di esse imparano a ottimizzare l’organizzazione del tempo, a sviluppare le capacità organizzative e le loro abilità di problem solving. Si lavora anche sull’aumento dell’autostima, sui pensieri negativi legati al fallimento scolastico e lavorativo, e sulle abilità relazionali. Infine, il parent training: è importante non trascurare il lavoro con i familiari per gli adulti così come per i bambini.

Riferimento bibliografico:

American Psychiatric Association. (2023). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (5ª ed., text rev.; DSM-5-TR). Raffaello Cortina Editore.

National Institute for Health and Care Excellence. (2018). Attention deficit hyperactivity disorder: Diagnosis and management (NICE guideline NG87). https://www.nice.org.uk/guidance/ng87.