di Barbara Calcinai – Psicologa Psicoterapeuta
“Dentro sento un vuoto costante, profondo, come una mancanza che non riesco a colmare. È una tensione continua che mi spinge a cercare qualcuno capace di placarla. Ma ogni volta mi accorgo che non funziona.”
“Mi capita spesso di legarmi a uomini che all’inizio sembrano perfetti: presenti, coinvolti, affascinanti. Poi, col tempo, diventano emotivamente lontani, freddi, incapaci di un vero scambio affettivo. E nonostante la sofferenza, non riesco mai a essere io a chiudere.”
“L’idea dell’abbandono è per me intollerabile. È come se non potessi nemmeno nominarla.”
“Ho la sensazione che, se sarò indispensabile, se lui avrà bisogno di me, allora non mi lascerà.”
Che cosa alimenta questo senso di vuoto interiore che cerchiamo, spesso inutilmente, di riempire attraverso relazioni che finiscono per amplificare solitudine, frustrazione e dolore? Da dove nasce l’impossibilità di interrompere legami affettivi che, pur essendo fonte di sofferenza, continuano a essere mantenuti nel tempo?
La dipendenza affettiva, intesa come una dipendenza da relazioni emotivamente insoddisfacenti, dannose o disfunzionali, può essere considerata una vera e propria patologia relazionale, particolarmente diffusa nella contemporaneità. Sebbene non sia attualmente classificata come disturbo mentale nel DSM-5-TR, essa comporta un intenso disagio psicologico e una profonda sofferenza emotiva. È più frequente nelle donne, ma riguarda anche gli uomini e può incidere in modo significativo sul benessere psicofisico e sull’equilibrio globale della persona.
Le radici della dipendenza affettiva vengono spesso rintracciate in uno stile di attaccamento insicuro, sviluppatosi nell’infanzia all’interno delle relazioni con le figure di riferimento, solitamente i genitori. Quando queste figure non sono state in grado di offrire una base affettiva stabile, coerente e sicura, la persona può incontrare difficoltà nell’integrare i due poli fondamentali della relazione: dipendenza e autonomia. Questo squilibrio porta a collocarsi esclusivamente sul versante della dipendenza, rendendo il partner una figura centrale e imprescindibile, senza la quale la vita appare priva di senso.
Tra le caratteristiche più frequenti di chi vive relazioni di questo tipo troviamo una bassa autostima, una scarsa fiducia in sé e negli altri, una forte difficoltà a tollerare la fine di un legame affettivo e la tendenza a scegliere partner idealizzati ma emotivamente non disponibili, o percepiti come tali.
Quali percorsi possono aiutare a uscire da questa dinamica?
La psicoterapia individuale, così come la terapia di coppia e quella di gruppo, rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare e rielaborare la dipendenza affettiva. In questo contesto si inserisce il Metodo Dipendiamo®, ideato dalla Dott.ssa M. C. Gritti: un protocollo specifico per il trattamento delle dipendenze affettive (love addiction), basato su un approccio sistemico-relazionale e validato sperimentalmente per le donne coinvolte in relazioni caratterizzate da dipendenza emotiva.
Il metodo si dimostra particolarmente efficace nel lavoro di gruppo, soprattutto se integrato all’interno di un percorso di psicoterapia individuale focalizzato su questa problematica. I passaggi individuati dalla Dott.ssa Gritti nel trattamento della dipendenza affettiva sono quattro:
- Gestione dell’ossessione amorosa, responsabile di un intenso stato di sofferenza emotiva.
- Sviluppo dell’autoconsapevolezza, attraverso l’individuazione dei meccanismi che mantengono il circolo vizioso della dipendenza.
- Recupero degli spazi personali, dei tempi e degli interessi individuali, elementi centrali per la ricostruzione dell’identità.
- Consolidamento e monitoraggio dei risultati, per rendere stabili i cambiamenti nel tempo.
Si tratta di un intervento strutturato, relativamente breve ma altamente efficace, pensato per chi desidera comprendere più a fondo le proprie modalità relazionali e costruire un equilibrio affettivo più sano e funzionale.
Lo Schicco di Grano APS, in collaborazione con lo Studio Barbara Calcinai, sta avviando un gruppo dedicato alle dinamiche di dipendenza relazionale, che utilizza anche il canale espressivo dello psicodramma.
La partecipazione al gruppo sarà gratuita per l’utenza, poiché il percorso è inserito nel progetto “Specchio, specchio: la voce del coro”, realizzato con il contributo di Publiacqua S.p.A.
📩 Per informazioni sulla partecipazione: associazioneloschiccodigrano@gmail.com
oppure studio@barbaracalcinai.it

