di Dott.ssa Fabiana Avallone, Biologo – Nutrizionista

Mantenere un adeguato stile di vita anche nell’infanzia è fondamentale per prevenire molte patologie metaboliche e per la salute globale, quindi, anche i più piccoli dovrebbero nutrirsi in modo sano ed equilibrato. Per tale motivo vanno educati al benessere alimentare.

 Nonostante l’Italia sia la culla della dieta mediterranea, anche da noi si mangia poca frutta e verdura e quasi un italiano su due è sovrappeso. Consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, per esempio, è qualcosa che i bambini non fanno quasi mai, come, invece, sarebbe raccomandato., Cosa fare? Alcuni recenti studi hanno indagato se e come il comportamento di mamme e papà durante i pasti influenza la propensione futura dei piccoli a mangiare frutta e verdura, e i risultati sono chiari: obbligare un bambino con veemenza all’assunzione di un cibo che non desidera suscita i più forti rifiuti, mentre l’indulgenza e il buon esempio portano a una miglior persuasione. Bisogna ricordare che, soprattutto nell’infanzia, gli eccessi e le carenze alimentari sono in grado di provocare la comparsa di processi patologici a carico di vari organi e di favorire il processo di invecchiamento precoce dell’organismo. Un peso adeguato è fondamentale, infatti, da un lato l’eccesso di peso favorisce l’insorgenza o l’aggravamento di patologie già esistenti (dismetaboliche, cardiovascolari…) e influisce negativamente sulla qualità della vita della persona, d’altro canto, la perdita di peso non intenzionale rappresenta un indicatore comunemente utilizzato per la fragilità immunitaria. 

I bambini che seguono correttamente la dieta mediterranea corrono un rischio ridotto di sviluppare fegato grasso. Viceversa, una scarsa aderenza a questo regime comporta una maggiore insulino-resistenza, uno dei meccanismi responsabili dell’insorgenza del diabete di tipo II e dei danni epatici dei più piccoli.

Numerosi studi hanno dimostrato che la dieta mediterranea gioca un ruolo nella prevenzione delle malattie neurodegenerative, cardiovascolari e sull’invecchiamento. Alcuni nutrienti inclusi in questo regime alimentare hanno proprietà antinfiammatorie e possono concorrere alla diminuzione dei valori di LDL, dello stress ossidativo, dei trigliceridi ed anche del rischio di mortalità cardiovascolare.

Per valutare l’aderenza alla dieta mediterranea si utilizza il questionario KIDMED, un indice che prevede un punteggio da 0 a 12 dato dalla somma di 16 domande, somministrate alla famiglia e al bambino, inerenti all’alimentazione quotidiana. Valori uguali o minori di 3 (≤3) indicano una scarsa aderenza alla dieta mediterranea; valori compresi tra 4 e 7 descrivono una media aderenza; valori uguali o maggiori di 8 (≥8) indicano un’ottima aderenza a questo regime alimentare.

Un’altra tendenza molto frequente è saltare la colazione, l’8% dei bambini salta la prima colazione e il 33% fa una colazione sbilanciata in termini di carboidrati e proteine.

Eppure, la ricerca scientifica ha evidenziato il ruolo fondamentale che ha la stessa per una sana alimentazione e per non cedere, nel corso della giornata, a spuntini ipercalorici oppure abbuffarsi durante la ricreazione.

La colazione ideale dovrebbe garantire circa il 20% delle calorie giornaliere (circa 300-400) ed essere composta, per esempio, da latte o yogurt (per l’apporto di calcio), pane o fette biscottate, cereali (meglio integrali) e frutta (per vitamine e sali minerali).

Anche lo spuntino a ricreazione è importante per spezzare la fame e non subire cali di attenzione e soccombere alla stanchezza. Ma deve essere salutare e fornire il 5-10% delle calorie giornaliere (circa 100-125), meglio se a base di frutta, da evitare invece panini super farciti, pizzette grondanti di olio e merendine ipercaloriche.

Il 20% dei genitori ha dichiarato che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura e, al contrario, il 36% ha ammesso che assumono abitualmente bevande zuccherate o gassate.

Ecco qualche suggerimento utile:

            1.         Offrire piatti semplici e piacevoli alla vista.

            2.         Proporre forme e colori divertenti e creativi

            3.         Preferire verdure tenere e non troppo cotte, meglio se ancora croccanti, cotte al vapore o crude.

            4.         Se i bambini rifiutano la frutta, proporre frullati, magari con lo yogurt.

            5.         Se rifiutano le verdure, preparare passati, minestroni, polpette di verdura oppure hamburger vegetali preparati in casa.

            6.         Al rifiuto di un nuovo alimento non sgridare il bambino ma riproporglielo insieme a cibi noti e accettati.

            7.         Non dare premi né punizioni associate al cibo.

            8.         Non obbligarlo a mangiare per forza.

            9.         Mangiare insieme, con la famiglia intorno al tavolo, magari chiacchierando senza la tv accesa. Ricordarsi che l’esempio di ciò che assaporano gli adulti vale più di tutto.

            10.       Coinvolgere il bambino a preparare e cucinare gli alimenti, organizzando un percorso di familiarizzazione con gli alimenti. 

Portare il bambino a far la spesa con noi, rendendolo partecipe delle nostre scelte, preparare insieme la cena, assaggiare i piatti che si stanno cucinando, possono tutti trasformarsi in momenti educativi ma anche ludici, che possono invogliare il bambino ad assaggiare piatti nuovi e più sani.