A cura de “lo Schicco di grano”
L’autismo, o Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), è una condizione del neurosviluppo che
influenza il modo in cui una persona comunica, entra in relazione con gli altri e interpreta
ciò che la circonda. Non si tratta di una vera e propria malattia, ma di una diversa modalità
di funzionamento del cervello umano. Si parla di “spettro” perché l’autismo non si presenta
mai nello stesso modo: alcune persone possono aver bisogno di un supporto intenso nella
vita quotidiana, altre mostrano un buon livello di autonomia, pur mantenendo alcune
difficoltà specifiche. Le caratteristiche dell’autismo possono, inoltre, cambiare nel corso
della vita.
Le principali caratteristiche dell’autismo
L’autismo coinvolge soprattutto lo sviluppo del linguaggio, della comunicazione e della
socialità. Le persone nello spettro autistico possono manifestare: difficoltà nell’interazione
sociale; interessi molto specifici o ristretti; comportamenti ripetitivi; una sensibilità
sensoriale diversa o esasperata (per esempio, possono manifestare maggiore sensibilità a
rumori forti, luci intense o contatti fisici). Secondo il DSM-5, il manuale di riferimento per
la diagnosi, le caratteristiche dell’autismo rientrano in due grandi aree: difficoltà persistenti
nella comunicazione e nell’interazione sociale, come la fatica a comprendere le emozioni
altrui o le regole sociali implicite; comportamenti e interessi ristretti e ripetitivi, che
possono includere routine rigide, movimenti ripetitivi o interessi molto intensi e specifici
per alcune cose o argomenti. Per porre adeguata diagnosi è necessaria la presenza di più
caratteristiche in entrambe le aree.
Autismo e relazioni sociali
Le relazioni sociali possono risultare complesse per una persona autistica. Spesso vi è una
difficoltà evidente nel comprendere il linguaggio non verbale, come le espressioni del
volto, i gesti o il tono della voce dell’interlocutore, elementi fondamentali nella
comunicazione quotidiana. Inoltre, molte persone autistiche utilizzano uno stile
comunicativo diretto e letterale. Questo può talvolta essere frainteso dagli altri come
mancanza di sensibilità, quando in realtà si tratta di una diversa modalità di comunicare. È
importante sottolineare che le persone nello spettro autistico desiderano intrecciare
relazioni, ma possono avere difficoltà nel capire come costruirle e mantenerle.
Le competenze sociali: abilità che si possono imparare
Nei bambini neurotipici le abilità sociali emergono in modo spontaneo lungo l’arco dello
sviluppo. Nei bambini con autismo, invece, queste abilità spesso devono essere insegnate
in modo esplicito. Le competenze sociali permettono di: cogliere i messaggi verbali e non
verbali degli altri; interpretarli correttamente; rispondere in modo adeguato al contesto.
Quando queste abilità mancano, il mondo sociale può apparire confuso e imprevedibile,
portando il bambino a ritirarsi dalle interazioni.
Strategie utili per comunicare meglio
Alcuni accorgimenti possono facilitare la comunicazione con una persona autistica: usare
un linguaggio chiaro e diretto, evitando sottintesi; anticipare i cambiamenti, dando il
tempo di prepararsi alle transizioni; concedere più tempo per rispondere o riflettere.
Queste strategie migliorano la comprensione reciproca e riducono ansia e frustrazione.
Il ruolo della famiglia e dei professionisti
La famiglia ha un ruolo centrale nel sostenere lo sviluppo delle abilità sociali, offrendo un
ambiente sicuro in cui fare esperienza. Accanto alla famiglia, è fondamentale il lavoro dei
professionisti. Tra gli interventi più utilizzati vi è la terapia ABA (Applied Behaviour
Analysis), un approccio basato su evidenze scientifiche che mira a rafforzare i
comportamenti funzionali e a ridurre quelli problematici.
L’ABA si basa sull’osservazione del comportamento in relazione agli stimoli ambientali e alle conseguenze che lo seguono, utilizzando strategie come il rinforzo positivo e la generalizzazione delle competenze apprese.
Autismo e scuola
La scuola svolge un ruolo essenziale nell’inclusione. Per gli studenti con autismo viene
redatto il Piano Educativo Individualizzato (PEI), un progetto personalizzato che coinvolge
insegnanti, famiglia e specialisti, con l’obiettivo di favorire l’apprendimento e il benessere
dell’alunno.
Una diversa modalità di funzionamento
È fondamentale ricordare che il cervello autistico non è un cervello “difettoso”, ma un
cervello che funziona in modo diverso da quello neurotipico. L’autismo comporta difficoltà,
ma anche punti di forza, come attenzione ai dettagli, pensiero logico e originalità.
Promuovere l’inclusione significa riconoscere queste differenze e creare contesti capaci di
accoglierle. È una sfida educativa e sociale che riguarda tutti, e che può diventare una
grande opportunità di crescita collettiva.

Sitografia di riferimento
Unicusano. (s.d.). Il metodo ABA.
https://www.unicusano.it/blog/didattica/master/metodo-aba/
Centro Psicologia. (s.d.). Autismo: cosa fare dopo la diagnosi. L’efficacia del metodo ABA.
https://www.centropsicologia.it/autismo-cosa-fare-dopo-la-diagnosi-lefficacia-del-metodo-
aba/

Asperger Online. (s.d.). Come ragiona una mente autistica: una guida per familiari e amici.
https://aspergeronline.org/come-ragiona-un-mente-asperger-una-guida-per-familiari-e-
amici/